Guglie in marmo del Duomo di Milano con le statue in cima, viste dalle terrazze della cattedrale
Guglie del Duomo di Milano dalle terrazze — foto: Dimitris Kamaras from Athens, Greece · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Per molti viaggiatori il primo incontro con Milano coincide con un'immagine precisa: la piazza che si apre all'improvviso e, davanti, la grande mole di marmo chiaro del Duomo. È una visita che nessuno vuole perdere, ed è giusto così. Ma la cattedrale ha più di un volto, e il più sorprendente non si vede dalla piazza: si scopre salendo sulle terrazze, in mezzo a una vera foresta di guglie.

Da Porta Venezia arrivarci è semplice: la linea rossa M1 vi porta alla fermata Duomo in pochi minuti, oppure potete camminare per circa venti minuti lungo corso Venezia, entrando in città come facevano i viaggiatori di un tempo.

Una cattedrale lunga sei secoli

La storia del Duomo comincia nel 1386, quando l'arcivescovo Antonio da Saluzzo promosse la costruzione di una nuova cattedrale. Poco dopo fu Gian Galeazzo Visconti a prendere in mano il progetto, imponendo un'ambizione molto più grande: mise a disposizione le cave, concesse sovvenzioni ed esenzioni, e il materiale scelto divenne quello che ancora oggi rende la chiesa inconfondibile, il marmo di Candoglia, che arrivava fino in città lungo le vie d'acqua.

Il cantiere è durato secoli. La facciata fu completata solo in età napoleonica, con lavori avviati nel 1805 in vista dell'incoronazione di Napoleone, e ancora oggi la Veneranda Fabbrica del Duomo, l'ente nato per costruirlo, si occupa della sua manutenzione. La cattedrale è dedicata a Santa Maria Nascente. All'interno colpiscono i cinquantadue pilastri che reggono le navate e le grandi vetrate istoriate, che nelle giornate di sole riempiono lo spazio di riflessi colorati.

Le terrazze, tra guglie e statue

La parte più emozionante della visita, però, sta in alto. Le terrazze del Duomo si raggiungono a piedi, con una lunga scala, oppure in ascensore. Una volta in cima vi ritroverete a camminare sui tetti di marmo, tra archi rampanti, pinnacoli e statue che da terra sembrano minuscole e da vicino rivelano una cura sorprendente nei dettagli.

Le guglie sono 135, e sulla più alta, dalla fine del Settecento, brilla la Madonnina dorata, simbolo della città e protagonista di una delle canzoni milanesi più amate. Quando l'aria è limpida lo sguardo si spinge oltre i tetti, fino alla corona delle Alpi. È anche il modo migliore per capire la forma di Milano: le piazze, i cortili nascosti, i grattacieli dei quartieri nuovi che si affacciano all'orizzonte.

Prima di salire: biglietti, orari, modalità di accesso (scale o ascensore) e regole di ingresso alla cattedrale cambiano nel corso dell'anno. Verificate sempre sul sito ufficiale del Duomo di Milano e, nei periodi più affollati, prenotate in anticipo.

Accanto al Duomo: la Galleria Vittorio Emanuele II

Usciti dalla cattedrale, basta attraversare la piazza per entrare nella Galleria Vittorio Emanuele II, il «salotto» di Milano. Fu progettata dall'architetto Giuseppe Mengoni, che vinse il concorso nel 1863, e costruita in due fasi tra il 1865 e il 1877; la galleria fu inaugurata nel 1867, mentre l'arco monumentale su piazza del Duomo arrivò più tardi. Mengoni morì cadendo da un'impalcatura prima della conclusione dei lavori, senza vedere finita la sua opera.

La pianta è a croce, con due bracci che si incontrano in uno spazio ottagonale sormontato da una grande cupola di ferro e vetro. La Galleria collega piazza del Duomo a piazza della Scala, e percorrerla è già un'esperienza: guardate in alto, verso la volta, e poi in basso, verso i mosaici del pavimento.

Il toro e altri piccoli riti

Proprio al centro dell'ottagono c'è il mosaico con lo stemma dei Savoia, e tutto intorno il pavimento ricorda le città che furono capitali del Regno. Fra questi mosaici c'è il toro di Torino, protagonista di una tradizione che i milanesi tramandano con ironia: si appoggia il tallone destro sul punto giusto e si fa un giro completo su sé stessi, come gesto portafortuna. Non stupitevi se troverete una piccola fila di persone in attesa del proprio turno.

Dall'uscita verso piazza della Scala potete proseguire la passeggiata in direzione di Brera, oppure tornare verso il Duomo e riprendere la metropolitana. Una giornata così è intensa, e rientrare a Bixio Loft Volte & Charm a metà pomeriggio per riposare qualche ora prima di cena è spesso la scelta migliore. Altre informazioni pratiche le trovate nella pagina dedicata al Duomo di Milano e, per scoprire gli spazi del loft, in La casa.

Dal Duomo, di nuovo a casa

Bixio Loft Volte & Charm è a pochi minuti di metro dal Duomo, o a circa 20 minuti a piedi: rientrate quando volete, tra volte in mattoni e aria condizionata.