Atrio porticato della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano con la facciata romanica e i due campanili
Atrio della Basilica di Sant'Ambrogio — foto: FlavMi · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Per i milanesi il 7 dicembre non è un giorno qualunque. È la festa di Sant'Ambrogio, il patrono della città, e da secoli segna l'inizio della stagione delle feste: le luci si accendono, le bancarelle riempiono le piazze, molti approfittano del ponte con l'Immacolata dell'8 dicembre per qualche giorno di pausa. Se siete a Milano in quei giorni, vale la pena conoscere i luoghi e le tradizioni che rendono questa ricorrenza così sentita.

Chi era Ambrogio e perché Milano gli è così legata

Ambrogio fu vescovo di Milano nel IV secolo ed è una figura centrale nella storia della città e della sua Chiesa, tanto che la liturgia della diocesi milanese porta ancora il suo nome: rito ambrosiano. La sua memoria è ovunque, nei nomi delle vie, nelle istituzioni, perfino nel modo in cui i milanesi chiamano se stessi, ambrosiani. Il 7 dicembre la città lo ricorda con celebrazioni religiose e civili, e la sera dello stesso giorno, per tradizione, si apre la stagione del Teatro alla Scala con la celebre Prima.

La Basilica di Sant'Ambrogio, cuore della festa

Il luogo simbolo della ricorrenza è la basilica che porta il nome del santo. La sua costruzione fu avviata dallo stesso Ambrogio a partire dal 379, nel luogo in cui erano sepolti i martiri Gervasio e Protasio: per questo in origine era chiamata Basilica Martyrum. Ambrogio vi fu sepolto e, da allora, la chiesa porta il suo nome.

L'aspetto che vediamo oggi è in gran parte frutto della ricostruzione romanica tra l'XI e il XII secolo, che ne ha fatto uno dei modelli del romanico lombardo. Prima di entrare si attraversa l'atrio porticato, detto di Ansperto, con le sue arcate in mattoni e i capitelli scolpiti, dominato dalla facciata a capanna e dai due campanili di altezza diversa. Nella cripta sono custoditi i resti di Ambrogio insieme a quelli di Gervasio e Protasio. È un luogo che merita una visita in qualsiasi periodo dell'anno, ma nei giorni della festa assume un significato speciale.

Oh Bej! Oh Bej!: la fiera più amata dai milanesi

Insieme alla festa del patrono torna ogni anno la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!, una delle tradizioni più antiche della città. Il nome viene dal dialetto milanese e significa più o meno «oh belli, oh belli»: secondo la tradizione era l'esclamazione dei bambini davanti ai doni e alle meraviglie esposte sulle bancarelle. Una leggenda molto raccontata lega l'origine della fiera all'arrivo a Milano, nel 1510, di un emissario papale, Giannetto Castiglione, che avrebbe portato regali ai bambini della città; è appunto una leggenda, ma rende bene lo spirito della festa.

La fiera ha cambiato casa più volte. A lungo si è svolta nel centro, in piazza Mercanti; dalla fine dell'Ottocento si è spostata nelle vie intorno alla Basilica di Sant'Ambrogio, da cui il legame ancora vivo tra i due nomi; dal 2006 si tiene nell'area intorno al Castello Sforzesco, tra piazza Castello e le vie vicine, fino ai margini del Parco Sempione. Tra le bancarelle si trovano artigianato, oggetti di antiquariato, giocattoli, addobbi natalizi e specialità gastronomiche da passeggio.

Date e programma. La fiera si svolge ogni anno a partire dal 7 dicembre, per alcuni giorni. Per date precise, area occupata dalle bancarelle e orari, consultate i canali ufficiali del Comune di Milano prima di uscire.

Come vivere la giornata da Porta Venezia

Da Porta Venezia la zona del Castello è facile da raggiungere: la metro M1, la linea rossa, porta verso il centro e alla fermata Cairoli, a ridosso del castello. Potete dedicare la mattina alla Basilica di Sant'Ambrogio, quando c'è più calma, e il pomeriggio alle bancarelle, quando la fiera si riempie di famiglie e le luci cominciano ad accendersi.

  • Mattina: visita alla basilica e al suo atrio.
  • Pomeriggio: passeggiata tra le bancarelle degli Oh Bej! Oh Bej! intorno al Castello.
  • Sera: rientro a piedi o in metro, magari passando dal Duomo illuminato.

Per saperne di più sul castello potete leggere la nostra scheda sul Castello Sforzesco. E al ritorno, dopo il freddo di dicembre, Bixio Loft Volte & Charm vi aspetta con riscaldamento, una cucina completamente attrezzata per una cena calda e le volte in mattoni a vista che, in questa stagione, sembrano fatte apposta per stare al riparo.

Il ponte di Sant'Ambrogio a Porta Venezia

Dal loft la metro M1 di Porta Venezia è a breve distanza: con la linea rossa si raggiunge comodamente la zona del Castello Sforzesco, dove si tiene la fiera.