Immaginate di camminare per Milano in un pomeriggio di primavera e di sentire, da un cortile socchiuso, le note di un pianoforte. Poco più avanti, in un parco, un altro concerto; la sera, un palco illuminato davanti a una villa neoclassica. Per un fine settimana all'anno questa non è un'immagine poetica ma la realtà: è Piano City Milano, il festival che trasforma la città in un'unica, grande sala da concerto diffusa.
Com'è nato il festival
La storia comincia con un preludio, nel dicembre del 2011: una maratona di trenta pianisti in una serata gelida, ospitata in una ex caserma milanese. Pochi mesi dopo, nel maggio 2012, si tiene la prima vera edizione. L'idea di fondo era semplice e ambiziosa insieme: restituire la città ai suoi abitanti e ai visitatori attraverso la musica, portando il pianoforte fuori dai teatri e dentro la vita quotidiana.
Una delle intuizioni più riuscite è stata quella degli house concert: fin dalla prima edizione molti milanesi hanno aperto le porte delle proprie case e dei propri cortili per ospitare concerti, creando un modo nuovo di ascoltare musica e di incontrarsi. Da allora il festival è cresciuto edizione dopo edizione, fino a superare i 250 concerti in oltre 140 luoghi diversi, con pianisti italiani e internazionali e un repertorio che spazia tra generi e stili molto diversi.
Quando si svolge
Piano City Milano si tiene di solito in primavera, nel mese di maggio, nell'arco di un fine settimana di tre giorni, dal venerdì alla domenica. Il periodo può variare: in passato, per esempio, c'è stata un'edizione spostata a giugno. Il programma completo, con luoghi, orari e modalità di partecipazione ai singoli concerti, viene pubblicato ogni anno sul sito ufficiale del festival.
Musica a due passi da Porta Venezia
Per chi soggiorna a Porta Venezia, il festival è particolarmente a portata di mano. Uno dei luoghi che più spesso ha fatto da palcoscenico è il giardino della Villa Reale, sede della Galleria d'Arte Moderna, a pochi passi dai Giardini Pubblici Indro Montanelli: è lì che, in diverse edizioni, si sono tenuti concerti serali e momenti inaugurali, con la facciata della villa illuminata e il pubblico raccolto sul prato, come nella foto qui sopra.
Ma il bello di Piano City è proprio la sua natura diffusa: i concerti si spargono in quartieri molto diversi, dal centro alle periferie, e diventano un pretesto per scoprire angoli di Milano che altrimenti non vedreste mai. Un cortile, la sala di un museo, un parco di quartiere, il salotto di una casa privata.
C'è poi un aspetto che rende il festival speciale anche per chi non è un appassionato di musica classica: l'atmosfera. Durante quei giorni Milano si mostra più lenta e più aperta, le persone si fermano ad ascoltare, si siedono sull'erba, scambiano due parole con chi hanno accanto. È un modo diverso di conoscere la città, lontano dall'immagine frenetica che spesso la accompagna, e per un visitatore è un'occasione rara di entrare, almeno per un'ora, nella vita dei suoi quartieri.
Consigli per vivere il weekend
- Sfogliate il programma qualche giorno prima e scegliete un filo conduttore: un genere, un quartiere, un artista.
- Prenotate per tempo i concerti che lo richiedono, soprattutto gli house concert.
- Alternate i grandi appuntamenti all'aperto con i concerti più raccolti.
- Muovetevi con i mezzi pubblici: la metro M1, il Passante Ferroviario e il tram 19 sono vicini a Porta Venezia.
- Lasciate spazio al caso: a volte il concerto più bello è quello in cui entrate senza averlo programmato.
Tra un concerto e l'altro potete fare una pausa ai Giardini Montanelli o una passeggiata nel quartiere di Porta Venezia. E quando la musica tace, Bixio Loft Volte & Charm vi accoglie con un open space dalle volte in mattoni e due camere da letto su livelli diversi, ideali per riposare prima della giornata successiva di concerti. Per conoscere meglio gli spazi, visitate la pagina La casa.
Un weekend di musica a Porta Venezia
Dal loft i Giardini Pubblici Indro Montanelli sono vicinissimi, e la metro M1 e il tram 19 sono a portata di mano per spostarsi da un concerto all'altro.